Soldi e scadenze · Grosseto

Dichiarazione di successione: quando va presentata, quanto costa e chi può farla da solo

Chi eredita beni da un parente deceduto ha 12 mesi di tempo per la dichiarazione. Aliquote, franchigie e documenti aggiornati al 2026.

Buildings in Grosseto
Foto Sailko / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • Termine di 12 mesi dalla data del decesso per presentare la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate
  • Aliquote dal 4% all'8% con franchigie diverse per grado di parentela
  • Imposta autoliquidata dagli eredi, da versare entro 90 giorni, con possibilità di rateizzazione
  • La dichiarazione precompilata contiene già la domanda di voltura catastale degli immobili

Chi ha ricevuto un'eredità da un parente deceduto - un conto corrente, una casa, un terreno - deve presentare all'Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso. Riguarda eredi, chiamati all'eredità e legatari, ovunque risiedano: anche chi vive a Grosseto o in uno dei comuni della provincia e riceve un'eredità da un parente deceduto altrove è soggetto allo stesso obbligo.

Chi deve presentarla e come

Secondo quanto indica l'Agenzia delle Entrate, la dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, dai chiamati all'eredità o dai legatari entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide, generalmente, con la data del decesso del contribuente. L'obbligo riguarda anche chi amministra l'eredità, i curatori delle eredità giacenti, gli esecutori testamentari e, in caso di assenza del defunto o morte presunta, chi è stato immesso nel possesso dei beni.

La dichiarazione si presenta tramite l'applicativo disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia, oppure con un software scaricabile da installare sul proprio computer, oppure ancora tramite un intermediario abilitato come un commercialista o un CAF. È possibile anche prenotare un appuntamento in un ufficio dell'Agenzia delle Entrate per la trasmissione telematica. Dal 2026 è online anche la versione precompilata, che l'Agenzia mette a disposizione per agevolare l'adempimento e che contiene anche la richiesta di voltura catastale degli immobili (se presenti).

Un'eccezione riguarda chi vive all'estero: in quel caso è possibile presentare il modello cartaceo quando non si può procedere per via telematica, inviandolo tramite raccomandata all'ufficio dell'Agenzia nella cui circoscrizione era fissata l'ultima residenza del defunto. Se quella residenza non è nota, il modello va indirizzato alla Direzione Provinciale II di Roma, Ufficio Territoriale Roma 6 - Eur Torrino, in via Canton 20.

Quanto si paga: aliquote e franchigie

L'imposta di successione non è uguale per tutti: dipende dal grado di parentela tra chi lascia l'eredità e chi la riceve. Queste le cifre in vigore, pubblicate dall'Agenzia delle Entrate:

Beneficiario Aliquota Franchigia per erede
Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti in linea retta) 4% 1.000.000 euro
Fratelli e sorelle 6% 100.000 euro
Altri parenti fino al quarto grado e affini in linea collaterale fino al terzo grado 6% Nessuna
Tutti gli altri soggetti 8% Nessuna
Persone con disabilità grave (legge 104/1992) Aliquota secondo il grado di parentela 1.500.000 euro

L'imposta si calcola sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, la quota di franchigia prevista per il suo grado di parentela. Significa che ogni erede ha diritto alla propria franchigia individuale, non divisa tra tutti i beneficiari: tre fratelli che ereditano insieme un bene da un milione di euro, ad esempio, hanno ciascuno una franchigia propria da 100.000 euro.

Cosa va storto

L'errore più comune è pensare che il termine di 12 mesi decorra da quando ci si organizza con gli altri eredi o si trovano tutti i documenti: la legge lo fissa invece dalla data del decesso, salvo rari casi particolari (ad esempio il riconoscimento della qualità di erede avvenuto in un momento successivo). Oltre questa scadenza scattano le sanzioni amministrative, che crescono con il passare del tempo. Un secondo errore riguarda gli immobili: la dichiarazione di successione non chiude da sola la pratica, perché va accompagnata dalla domanda di voltura catastale, oggi inclusa nello stesso modello precompilato, senza la quale la proprietà non risulta aggiornata al catasto a nome dei nuovi eredi.

Quando serve un professionista

La dichiarazione può essere presentata direttamente dal contribuente, ma la presenza di immobili, aziende, quote societarie o testamenti rende la pratica più complessa: in questi casi può essere utile rivolgersi a un commercialista, un CAF o un notaio, soprattutto per la stima dei beni e per i documenti da allegare, come l'eventuale verbale di apertura di una cassetta di sicurezza o la documentazione relativa a debiti del defunto.

Leggi anche