Soldi e scadenze · Grosseto

Pensione di reversibilità: a chi spetta, quanto vale e come si chiede

Guida per vedovi e orfani: percentuali, limiti di reddito 2026, documenti e procedura di domanda all'INPS, anche per chi vive in provincia di Grosseto.

Grosseto, Italy
Foto Francesco Bini / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il coniuge superstite riceve il 60% della pensione del defunto, percentuale che sale con i figli a carico
  • Nessuna riduzione per redditi fino a 23.862,15 euro annui nel 2026, poi tagli del 25%, 40% o 50%
  • La domanda si presenta online all'INPS tramite SPID, CIE o CNS, oppure tramite Patronato o Contact Center
  • Servono almeno 15 anni di contributi del defunto, oppure 5 anni di cui 3 nei 5 anni precedenti il decesso

Chi perde il coniuge o un genitore pensionato, o un lavoratore con una certa anzianità contributiva, ha diritto a una pensione mensile erogata dall'INPS: si chiama pensione ai superstiti, e si divide in due casi — di reversibilità, se chi è morto era già pensionato, e indiretta, se era ancora un lavoratore attivo. Riguarda vedovi, vedove, figli minorenni o studenti a carico, e in alcuni casi genitori o fratelli del defunto in assenza di coniuge e figli.

Chi ha diritto alla pensione

Hanno diritto il coniuge superstite (anche se separato, purché titolare di assegno di mantenimento), i figli minorenni, oppure maggiorenni se studenti o inabili al lavoro, e in mancanza di questi i genitori ultrassessantacinquenni a carico del defunto o i fratelli e sorelle inabili e a carico. Se il defunto era un lavoratore non ancora pensionato, per avere diritto alla pensione indiretta serve che avesse almeno 15 anni di contributi, oppure almeno 5 anni di contribuzione di cui 3 nei 5 anni precedenti il decesso.

Quanto spetta: le percentuali

L'importo si calcola applicando una percentuale alla pensione che il defunto percepiva o avrebbe maturato:

Beneficiari Percentuale
Solo coniuge 60%
Coniuge con un figlio 80%
Coniuge con due o più figli 100%
Un solo figlio (senza coniuge) 70%
Due figli (senza coniuge) 80%
Tre o più figli (senza coniuge) 100%
Un genitore a carico (in assenza di coniuge e figli) 15%
Due genitori a carico 30%
Un fratello o sorella a carico 15%
Due o più fratelli/sorelle a carico 30%

I limiti di reddito nel 2026

Se il coniuge o il figlio superstite percepisce altri redditi propri, l'assegno può essere ridotto. Il meccanismo si basa sul trattamento minimo INPS, che nel 2026 è pari a 611,85 euro mensili, e si applica così, secondo quanto riportato dalla circolare INPS n. 153/2025:

Reddito annuo lordo del superstite Riduzione dell'assegno
Fino a 23.862,15 euro Nessuna riduzione
Da 23.862,16 a 31.816,20 euro Riduzione del 25%
Da 31.816,21 a 39.770,25 euro Riduzione del 40%
Oltre 39.770,25 euro Riduzione del 50%

Nel caso di coniuge con due o più figli a carico, la quota del 100% non subisce riduzioni legate al reddito. Il taglio non può mai superare l'importo del reddito aggiuntivo percepito.

Come e dove presentare la domanda

La domanda va presentata direttamente all'INPS, non è automatica. I canali disponibili sono tre: online, sul sito dell'Istituto, con SPID almeno di livello 2, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi; tramite il Contact Center INPS, chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa o il numero 06 164 164 da cellulare; oppure rivolgendosi a un Patronato, che compila e invia la domanda gratuitamente per conto dell'interessato. Per chi vive in provincia di Grosseto, questa terza strada è spesso la più semplice nei giorni immediatamente successivi al lutto, perché un operatore del patronato raccoglie i documenti e gestisce l'invio telematico.

Documenti da avere pronti

Per la domanda servono i dati identificativi del defunto, il certificato di morte (che l'INPS acquisisce comunque d'ufficio tramite l'Anagrafe), lo stato di famiglia, il codice fiscale dei richiedenti e, per i figli maggiorenni studenti, l'attestazione di iscrizione e frequenza scolastica o universitaria in corso.

Cosa va storto

L'errore più frequente è non presentare per tempo, ogni anno, la dichiarazione dei redditi propri richiesta dall'INPS (modello RED o analoga comunicazione): se manca, l'Istituto può sospendere o ricalcolare l'assegno, e il recupero delle somme arretrate richiede mesi. Altro punto da controllare subito è lo stato di studente per i figli maggiorenni: la pensione decade automaticamente al compimento dei 26 anni o all'interruzione degli studi, e va comunicata la fine del percorso scolastico o universitario, altrimenti l'INPS procede comunque a verifiche che allungano i tempi di qualunque altra pratica in corso.

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