Pensione di reversibilità: a chi spetta, quanto vale e come si chiede
Guida per vedovi e orfani: percentuali, limiti di reddito 2026, documenti e procedura di domanda all'INPS, anche per chi vive in provincia di Grosseto.

- Il coniuge superstite riceve il 60% della pensione del defunto, percentuale che sale con i figli a carico
- Nessuna riduzione per redditi fino a 23.862,15 euro annui nel 2026, poi tagli del 25%, 40% o 50%
- La domanda si presenta online all'INPS tramite SPID, CIE o CNS, oppure tramite Patronato o Contact Center
- Servono almeno 15 anni di contributi del defunto, oppure 5 anni di cui 3 nei 5 anni precedenti il decesso
Chi perde il coniuge o un genitore pensionato, o un lavoratore con una certa anzianità contributiva, ha diritto a una pensione mensile erogata dall'INPS: si chiama pensione ai superstiti, e si divide in due casi — di reversibilità, se chi è morto era già pensionato, e indiretta, se era ancora un lavoratore attivo. Riguarda vedovi, vedove, figli minorenni o studenti a carico, e in alcuni casi genitori o fratelli del defunto in assenza di coniuge e figli.
Chi ha diritto alla pensione
Hanno diritto il coniuge superstite (anche se separato, purché titolare di assegno di mantenimento), i figli minorenni, oppure maggiorenni se studenti o inabili al lavoro, e in mancanza di questi i genitori ultrassessantacinquenni a carico del defunto o i fratelli e sorelle inabili e a carico. Se il defunto era un lavoratore non ancora pensionato, per avere diritto alla pensione indiretta serve che avesse almeno 15 anni di contributi, oppure almeno 5 anni di contribuzione di cui 3 nei 5 anni precedenti il decesso.
Quanto spetta: le percentuali
L'importo si calcola applicando una percentuale alla pensione che il defunto percepiva o avrebbe maturato:
| Beneficiari | Percentuale |
|---|---|
| Solo coniuge | 60% |
| Coniuge con un figlio | 80% |
| Coniuge con due o più figli | 100% |
| Un solo figlio (senza coniuge) | 70% |
| Due figli (senza coniuge) | 80% |
| Tre o più figli (senza coniuge) | 100% |
| Un genitore a carico (in assenza di coniuge e figli) | 15% |
| Due genitori a carico | 30% |
| Un fratello o sorella a carico | 15% |
| Due o più fratelli/sorelle a carico | 30% |
I limiti di reddito nel 2026
Se il coniuge o il figlio superstite percepisce altri redditi propri, l'assegno può essere ridotto. Il meccanismo si basa sul trattamento minimo INPS, che nel 2026 è pari a 611,85 euro mensili, e si applica così, secondo quanto riportato dalla circolare INPS n. 153/2025:
| Reddito annuo lordo del superstite | Riduzione dell'assegno |
|---|---|
| Fino a 23.862,15 euro | Nessuna riduzione |
| Da 23.862,16 a 31.816,20 euro | Riduzione del 25% |
| Da 31.816,21 a 39.770,25 euro | Riduzione del 40% |
| Oltre 39.770,25 euro | Riduzione del 50% |
Nel caso di coniuge con due o più figli a carico, la quota del 100% non subisce riduzioni legate al reddito. Il taglio non può mai superare l'importo del reddito aggiuntivo percepito.
Come e dove presentare la domanda
La domanda va presentata direttamente all'INPS, non è automatica. I canali disponibili sono tre: online, sul sito dell'Istituto, con SPID almeno di livello 2, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi; tramite il Contact Center INPS, chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa o il numero 06 164 164 da cellulare; oppure rivolgendosi a un Patronato, che compila e invia la domanda gratuitamente per conto dell'interessato. Per chi vive in provincia di Grosseto, questa terza strada è spesso la più semplice nei giorni immediatamente successivi al lutto, perché un operatore del patronato raccoglie i documenti e gestisce l'invio telematico.
Documenti da avere pronti
Per la domanda servono i dati identificativi del defunto, il certificato di morte (che l'INPS acquisisce comunque d'ufficio tramite l'Anagrafe), lo stato di famiglia, il codice fiscale dei richiedenti e, per i figli maggiorenni studenti, l'attestazione di iscrizione e frequenza scolastica o universitaria in corso.
Cosa va storto
L'errore più frequente è non presentare per tempo, ogni anno, la dichiarazione dei redditi propri richiesta dall'INPS (modello RED o analoga comunicazione): se manca, l'Istituto può sospendere o ricalcolare l'assegno, e il recupero delle somme arretrate richiede mesi. Altro punto da controllare subito è lo stato di studente per i figli maggiorenni: la pensione decade automaticamente al compimento dei 26 anni o all'interruzione degli studi, e va comunicata la fine del percorso scolastico o universitario, altrimenti l'INPS procede comunque a verifiche che allungano i tempi di qualunque altra pratica in corso.



