Assegno unico: cosa cambia quando il figlio compie 18 anni o si rifà l'ISEE
Per le famiglie della provincia di Grosseto: importi aggiornati, requisiti dopo i 18 anni e cosa fare se l'ISEE non è stato ancora rifatto.

- Domanda entro il 30 giugno per avere gli arretrati da marzo
- dopo quella data l'assegno parte dal mese successivo
Per le famiglie con figli della provincia di Grosseto che percepiscono l'assegno unico universale, due momenti cambiano l'importo mensile: il compimento dei 18 anni del figlio e l'aggiornamento dell'ISEE. In entrambi i casi, se non si comunica nulla all'INPS, il rischio è di perdere soldi o vedersi sospendere il pagamento.
Cosa fare, in ordine
Chi ha un figlio che sta per compiere 18 anni deve sapere che, secondo quanto riportato sulla pagina ufficiale INPS dedicata all'assegno unico, l'Assegno unico e universale spetta per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, con un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui che si trovi in una di queste condizioni: frequenti un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea, svolga un tirocinio o un'attività lavorativa, sia registrato come disoccupato in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l'impiego, oppure svolga il servizio civile universale.
Senza uno di questi requisiti comunicato all'INPS, la domanda per il figlio che ha compiuto la maggiore età resta sospesa e il pagamento si interrompe. La comunicazione va fatta tramite il portale INPS, nella propria area riservata, indicando quale delle quattro condizioni ricorre.
Un aspetto pratico che riguarda l'IBAN: se è il figlio maggiorenne a presentare direttamente la domanda, può farlo in sostituzione di quella eventualmente già presentata dai genitori, richiedendo il pagamento diretto della quota di Assegno loro spettante, ma in questo caso il conto indicato deve essere intestato o cointestato a lui.
Gli importi per fascia ISEE
Gli importi in vigore nel 2026 sono stati rivalutati sulla base dell'inflazione registrata nell'anno precedente. Secondo la pagina ufficiale INPS, aggiornata al 10 settembre 2026, è prevista una quota variabile progressiva in relazione alle soglie ISEE rivalutate annualmente, da un massimo di 203,8 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,3 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro.
| Fascia ISEE 2026 | Figlio minorenne (euro/mese) | Figlio 18-20 anni (euro/mese) |
|---|---|---|
| Fino a 17.468,51 euro | 203,80 | 99,10 |
| ISEE intermedio | importo decrescente | importo decrescente |
| Pari o oltre 46.582,71 euro, o senza ISEE | 58,30 | 29,10 |
Per i figli maggiorenni la fascia più alta corrisponde a 99,10 euro mensili, quella più bassa a 29,10 euro, secondo i dati riportati da Fiscomania sulla base delle tabelle INPS.
Cosa succede senza ISEE aggiornato
Chi non presenta una nuova DSU riceve comunque l'assegno, ma nella misura minima. Lo conferma la pagina INPS: L'Assegno unico per i figli a carico, poiché è una misura "universale", può essere richiesto anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore alla soglia massima rivalutata annualmente. In tal caso, saranno corrisposti gli importi minimi previsti dalla normativa.
Chi invece presenta la DSU in ritardo non perde tutto: secondo l'INPS, l'importo commisurato al valore dell'ISEE è corrisposto con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati dell'annualità in corso a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di ISEE, ma per i quali risulti un ISEE validamente attestato relativo a una DSU presentata entro il 30 giugno.
Le maggiorazioni
Oltre alla quota base, l'importo può aumentare in presenza di condizioni particolari del nucleo familiare. Secondo l'INPS, gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nei casi di figli di età inferiore a un anno; figli di età compresa tra uno e tre anni per nuclei con tre o più figli e ISEE fino alla soglia massima rivalutata ogni anno; figli affetti da disabilità; madri di età inferiore a 21 anni; genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo); nuclei familiari con quattro o più figli.
Per i figli con disabilità non c'è limite di età: secondo l'INPS l'assegno spetta senza limiti di età per i figli disabili.
Quando fare domanda e cosa va storto
Chi presenta la domanda (o la comunicazione di variazione, come nel caso del compimento dei 18 anni) nella prima parte dell'anno ha diritto agli arretrati. L'INPS specifica che per le domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno di ciascun anno, l'Assegno spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo, mentre per le domande presentate dopo il 30 giugno, l'Assegno decorre dal mese successivo a quello di presentazione ed è determinato sulla base dell'ISEE al momento della domanda.
L'errore più comune, quello che fa perdere mesi di assegno, è pensare che la prestazione prosegua automaticamente al compimento dei 18 anni del figlio: non è così, la domanda per il maggiorenne va aggiornata attivamente sul portale INPS indicando il requisito posseduto (studio, lavoro, disoccupazione o servizio civile), altrimenti il pagamento si ferma fino alla regolarizzazione.
Chi già percepisce l'assegno non deve invece ripresentare una nuova domanda ogni anno: resta valida salvo che sia stata annullata o respinta, secondo quanto riportato da FISAC CGIL, che ricorda come la domanda accolta copra i pagamenti da marzo a febbraio dell'anno successivo.
Come fare domanda o aggiornare l'ISEE
La domanda e le comunicazioni di variazione si gestiscono tramite il portale INPS, con SPID, CIE o CNS. Per la DSU necessaria al calcolo dell'ISEE, secondo l'INPS è possibile rivolgersi agli intermediari abilitati, all'assistenza fiscale (CAF), oppure accedere al Portale unico ISEE sul sito INPS, utilizzando le credenziali d'accesso, e richiedere l'ISEE precompilato o non precompilato. Nella provincia di Grosseto il servizio è disponibile anche presso i CAF e i patronati del territorio.



