Casa e famiglia · Grosseto

Colf e badanti: contratto, comunicazione Inps e contributi ogni trimestre

Per le famiglie che hanno una badante o una colf: come si assume, quanto si versa all'Inps ogni trimestre, le scadenze 2026 e gli errori da evitare.

Via Saffi, walls of Grosseto, Tuscany
Foto d'archivio · Foto Alienautic / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il contributo orario Inps 2026 va da 1,24 a 2,35 euro l'ora a seconda della paga oraria e delle ore settimanali
  • Si paga ogni trimestre entro il 10 del mese successivo: le prossime scadenze sono il 10 gennaio 2027 per il quarto trimestre 2026
  • I rapporti a tempo determinato hanno un contributo addizionale dell'1,40% a carico del datore
  • In caso di cessazione del rapporto i contributi vanno versati entro 10 giorni, non alla scadenza ordinaria

Chi in famiglia ha assunto una colf o una badante deve versare all'Inps un contributo ogni tre mesi, con importi fissati per legge che nel 2026 sono stati rivalutati dell'1,4% rispetto all'anno precedente. Ecco cosa fare, in ordine, e quanto costa davvero.

Assunzione e comunicazione all'Inps

Chi assume una colf o una badante deve comunicare l'instaurazione del rapporto di lavoro all'Inps, che gestisce la Cassa per i lavoratori domestici. La comunicazione riguarda anche le eventuali variazioni (cambio di orario, di retribuzione) e la cessazione del rapporto, da segnalare entro i termini previsti dalla normativa sul lavoro domestico. Il canale ordinario è il portale Inps, con accesso tramite Spid, Cie o Cns, oppure tramite un patronato o un Caf.

Quanto si paga: le tabelle Inps 2026

Il contributo non è una percentuale dello stipendio ma un importo fisso per ogni ora retribuita, che varia in base alla paga oraria effettiva e alle ore settimanali lavorate. Secondo la circolare Inps n. 9 del 3 febbraio 2026, che ha applicato una rivalutazione Istat pari al +1,4%, le nuove misure si applicano ai rapporti di lavoro domestico per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 2026, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato.

Rapporti senza contributo addizionale (tempo indeterminato)

Retribuzione oraria effettiva Contributo orario con CUAF Contributo orario senza CUAF
Fino a 9,61 € 1,70 € (0,43 € a carico lavoratore) 1,71 € (0,43 €)
Oltre 9,61 e fino a 11,70 € 1,92 € (0,48 €) 1,93 € (0,48 €)
Oltre 11,70 € 2,34 € (0,59 €) 2,35 € (0,59 €)
Orario superiore a 24 ore settimanali 1,24 € (0,31 €) 1,25 € (0,31 €)

Rapporti a tempo determinato (con contributo addizionale)

Per i rapporti a tempo determinato continua ad applicarsi un contributo addizionale dell'1,40%, interamente a carico del datore di lavoro, salvo esonero per i contratti a termine che sostituiscono lavoratori assenti.

Retribuzione oraria effettiva Contributo orario con CUAF Contributo orario senza CUAF
Fino a 9,61 € 1,82 € (0,43 €) 1,83 € (0,43 €)
Oltre 9,61 e fino a 11,70 € 2,05 € (0,48 €) 2,06 € (0,48 €)
Oltre 11,70 € 2,50 € (0,59 €) 2,51 € (0,59 €)
Orario superiore a 24 ore settimanali 1,32 € (0,31 €) 1,33 € (0,31 €)

La quota tra parentesi è trattenuta in busta paga al lavoratore; il resto è a carico del datore di lavoro.

Le scadenze trimestrali

I contributi si versano con cadenza trimestrale, entro il 10 del mese successivo alla chiusura di ciascun trimestre. Se il giorno 10 cade di sabato, domenica o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Trimestre Periodo Scadenza 2026
1° trimestre Gennaio-marzo 10 aprile 2026
2° trimestre Aprile-giugno 10 luglio 2026
3° trimestre Luglio-settembre 10 ottobre 2026
4° trimestre Ottobre-dicembre 10 gennaio 2027

Alla data del 13 ottobre 2026 la scadenza del terzo trimestre è già passata: chi non ha ancora versato deve farlo subito, perché il ritardo comporta sanzioni. La prossima scadenza utile è il 10 gennaio 2027, per le ore lavorate da ottobre a dicembre.

I versamenti si effettuano tramite PagoPA o gli strumenti digitali messi a disposizione dall'Inps (Portale dei pagamenti, App Inps Mobile, App IO).

Se il rapporto si interrompe

Se il rapporto di lavoro domestico termina prima della fine del trimestre, i contributi vanno versati entro 10 giorni dalla data di cessazione, calcolati sulle ore effettivamente lavorate: non si aspetta la scadenza ordinaria del trimestre.

TFR e detrazione dei contributi

Al termine del rapporto di lavoro, come per ogni lavoratore dipendente, spetta il trattamento di fine rapporto, calcolato in base alla retribuzione e alla durata del servizio secondo le regole del contratto collettivo del lavoro domestico. I contributi versati dal datore di lavoro sono inoltre detraibili fiscalmente entro i limiti previsti dalla normativa: l'importo detraibile va indicato nella dichiarazione dei redditi, con la documentazione dei versamenti effettuati nell'anno.

Cosa va storto

L'errore più comune è calcolare i contributi come se fossero una percentuale dello stipendio, anziché un importo fisso per ogni ora lavorata, letto sulla fascia di retribuzione corretta: una fascia sbagliata significa un versamento sbagliato, con conseguenze sui contributi figurativi del lavoratore. Un altro errore frequente è dimenticare che il superamento delle 24 ore settimanali comporta l'applicazione di una contribuzione specifica, più bassa per ora ma su un monte ore maggiore: va verificata ogni settimana, non l'orario medio.

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