Fattura elettronica per i forfettari: come funziona e come farla gratis
Guida per le partite IVA forfettarie della provincia: soglie, bollo, conservazione, sanzioni e gli strumenti gratuiti dell'Agenzia delle Entrate.

- L'obbligo riguarda tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024, senza soglie di ricavo
- Il bollo da 2 euro scatta sopra 77,47 euro di importo in fattura
- Le fatture vanno conservate per 10 anni, anche gratuitamente sul portale dell'Agenzia
- La sanzione per omessa o tardiva emissione va da 250 a 2.000 euro
Chi ha la partita IVA in regime forfettario deve emettere fattura elettronica per ogni prestazione o cessione di beni: non esistono più eccezioni legate al fatturato. È la situazione in vigore dal 1° gennaio 2024 e resta valida anche nell'anno in corso.
Chi deve farla e da quando
L'obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è arrivato in due tappe. L'obbligo di fatturazione elettronica è già scattato dal 1° luglio 2022 per tutti i forfettari, precedentemente esclusi, che nell'anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi superiori a 25.000 euro. Per tutti gli altri, quelli rimasti sotto quella soglia, l'obbligo è scattato il 1° gennaio 2024, senza più alcuna distinzione legata al volume d'affari: dal 1° gennaio 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i contribuenti in regime forfettario, senza più eccezioni.
Come si fa gratis, passo per passo
Si può fare e inviare gratis la fattura elettronica dal portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate. Per accedere serve una delle credenziali digitali (SPID, CIE o CNS, oppure le vecchie Fisconline/Entratel per chi le ha già). Una volta dentro:
- si apre la sezione "Fatturazione elettronica e Conservazione" sul portale Fatture e Corrispettivi;
- nella sezione "Dati della fattura" va selezionato il campo del regime fiscale specifico. Il soggetto Iva che opera in regime forfettario, per emettere fattura elettronica tramite la procedura web, nella sezione "Dati della fattura" deve valorizzare il campo "Regime fiscale valido per la fattura che si sta generando" con "Regime forfettario";
- nel file XML vanno inseriti due codici tecnici obbligatori: RF19 per il regime fiscale e N2.2 per la natura dell'operazione (non soggetta a IVA). Senza questi codici la fattura viene scartata dal Sistema di Interscambio;
- va aggiunta la dicitura che richiama l'esenzione IVA ai sensi della legge 190/2014;
- si invia la fattura al Sistema di Interscambio (SdI), sempre dal portale, in modo gratuito.
L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratis tre strumenti per fare la fattura elettronica: la procedura web, un software da installare sul PC e l'app FatturAE, pensati per chi emette un numero contenuto di fatture.
Il bollo da 2 euro
Chi è in regime forfettario non applica l'IVA, ma deve comunque gestire l'imposta di bollo sulle fatture di importo più alto. La regola: l'imposta di bollo di 2 euro è obbligatoria per le fatture elettroniche emesse in regime forfettario quando l'importo totale supera la soglia di 77,47 euro. Il bollo si dichiara direttamente nel file della fattura, compilando il campo dedicato con l'indicazione "SI", e può essere addebitato al cliente.
Conservazione: 10 anni, anche gratis
Le fatture elettroniche, una volta emesse o ricevute, vanno conservate digitalmente. Le fatture elettroniche emesse e ricevute devono essere conservate digitalmente per almeno 10 anni. La conservazione a norma può avvenire tramite il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, attivabile dallo stesso portale Fatture e Corrispettivi, oppure tramite software privati a pagamento.
Le soglie che fanno uscire dal regime
Il regime forfettario ha due soglie di ricavi da tenere d'occhio, perché il loro superamento comporta conseguenze diverse:
| Soglia | Effetto |
|---|---|
| 85.000 euro | soglia ordinaria: se la si supera nel corso dell'anno, si esce dal regime forfettario dall'anno successivo |
| 100.000 euro | soglia di anti-elusione: se la si supera nel corso dell'anno, si esce immediatamente dal regime e va applicata l'IVA dalla fattura successiva al superamento |
Il superamento degli 85.000 euro produce effetti dall'anno successivo, mentre il superamento dei 100.000 euro fa uscire dal regime nello stesso istante: chi sfora la seconda soglia non ha il tempo di organizzarsi come con la prima, e deve iniziare subito ad applicare l'IVA.
Le sanzioni per chi non la fa
Chi dimentica di emettere la fattura elettronica, o la emette in ritardo, rischia una sanzione. Le sanzioni per i forfettari che non emettono fattura elettronica vanno da 250 euro a 2.000 euro. Chi si accorge dell'errore può ravvedersi inviando la fattura in ritardo e pagando una sanzione ridotta attraverso il ravvedimento operoso.
Cosa va storto
L'errore più comune è dimenticare uno dei due codici tecnici nel file XML (RF19 per il regime, N2.2 per la natura dell'operazione): senza quei codici il Sistema di Interscambio scarta la fattura e il documento non risulta mai inviato, anche se sembra tutto fatto. Un altro errore frequente è omettere la dicitura sulla non applicazione della ritenuta d'acconto quando si fattura a un'azienda o a un professionista: senza quella frase, il cliente può trattenere comunque il 20% sul compenso, per poi dover sistemare la differenza in un secondo momento.
Dove chiedere aiuto
Per problemi tecnici con il portale Fatture e Corrispettivi o con gli strumenti gratuiti dell'Agenzia delle Entrate, il canale ufficiale di riferimento resta l'assistenza online disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia, raggiungibile dopo l'accesso con le proprie credenziali.

