Partita IVA: le scadenze fiscali di novembre e dicembre 2026
Tra il 2 novembre e il 27 dicembre 2026 si concentrano dichiarazioni, secondo acconto e IVA per autonomi e piccole imprese della provincia di Grosseto.

- Sotto i 257
- 52 euro di imposta l'acconto si paga in un'unica soluzione a novembre
Chi ha una partita IVA, sia in regime forfettario sia ordinario, tra novembre e dicembre 2026 deve affrontare le scadenze più pesanti dell'anno dopo quelle di giugno: dichiarazioni, secondo acconto delle imposte e versamenti IVA si concentrano in poche settimane.
Cosa deve fare chi legge, in ordine di tempo
2 novembre 2026 – Scade il termine per l'invio telematico del Modello Redditi (persone fisiche, società di persone, società di capitali), del Modello IRAP e del Modello 770 dei sostituti d'imposta. La scadenza naturale sarebbe il 31 ottobre, ma essendo sabato slitta a lunedì 2 novembre.
16 novembre 2026 – Doppio appuntamento IVA: i contribuenti trimestrali versano l'imposta dovuta relativa al terzo trimestre 2026, maggiorata dell'1%, mentre i contribuenti mensili versano l'IVA relativa a ottobre. Nella stessa data scadono anche le ritenute IRPEF e, per artigiani e commercianti, la quarta rata trimestrale fissa dei contributi INPS.
30 novembre 2026 – È la giornata con più scadenze concentrate. Si versa in un'unica soluzione, non rateizzabile, il secondo acconto di IRPEF, IRES e IRAP, dell'imposta sostitutiva per i forfettari e della cedolare secca, oltre agli acconti dei contributi INPS eccedenti il minimale. Lo stesso giorno va inviata la LIPE (comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA) del terzo trimestre e si versa l'imposta di bollo sulle fatture elettroniche del trimestre.
16 dicembre 2026 – Versamento dell'IVA mensile di novembre, delle ritenute e del saldo IMU 2026.
27 dicembre 2026 – Versamento dell'acconto IVA, dovuto da tutti i contribuenti IVA, sia mensili sia trimestrali.
Cosa cambia per i forfettari
Per chi è in regime forfettario la differenza principale rispetto all'ordinario riguarda il tipo di imposta e il codice tributo F24: il secondo acconto si versa con il codice 1794, relativo all'imposta sostitutiva, mentre chi è in regime ordinario usa il codice 4034 per l'acconto IRPEF. I forfettari restano esenti da IVA e non devono presentare la dichiarazione IVA annuale.
Una soglia utile da conoscere: se l'imposta dovuta è inferiore a 257,52 euro, l'acconto si versa in un'unica soluzione a novembre invece che in due rate (40% a giugno, 60% a novembre).
Cosa va storto
L'errore più comune riguarda il calcolo dell'acconto con il metodo previsionale, cioè basato su una stima del reddito dell'anno in corso invece che su quello dell'anno precedente. È una scelta utile per chi prevede un calo di fatturato, ma comporta un rischio concreto: se la stima risulta troppo bassa rispetto al reddito effettivo, scattano le sanzioni per insufficiente versamento. Chi non è sicuro della propria situazione dovrebbe verificare i conti con il proprio commercialista prima del 30 novembre, non dopo.
Un secondo punto di attenzione è il codice tributo: usare il codice sbagliato in F24 fa sì che il pagamento non venga attribuito correttamente, con il rischio di ricevere un avviso di irregolarità anche quando la somma versata è corretta.
Per la consultazione aggiornata di tutte le scadenze, inclusi eventuali spostamenti o proroghe, resta disponibile lo scadenzario ufficiale sul sito dell'Agenzia delle Entrate.


